Champions League: vince il PSG ai rigori

Simone Santinelli
Sport
31/05/2026

Il “back-to-back” del PSG è riuscito. Lo volevano, lo hanno meritato e lo hanno fatto. Da quando al PSG hanno capito che si vince con i calciatori, con una squadra vera, con un progetto serio e non con i nomi, hanno iniziato ad alzare trofei. E questa è la seconda volta consecutiva che il trofeo più importante in Europa a livello di club viene alzato al cielo da parte del club di Parigi. Certo questa finale è stata combattuta, sudata, sembrava sfuggita poi ripresa, fino all’errore decisivo dal dischetto di Gabriel, difensore fortissimo, che ha giocato una partita impeccabile, ma ha sbagliato la palla decisiva. Il 5° ed ultimo rigore rimasto della lotteria.

A Budapest, nello stesso stadio della finale di Europa League di un paio d’anni fa, dove un pessimo arbitraggio dell’inglese Taylor non fece esultare i colori giallorossi guidati all’epoca da Jose Mourinho, si gioca una nuova finale, questa volta alle 18.00, la prima nella storia per esigenze televisive. Di fronte si trovano PSG contro Arsenal, entrambe le squadre campioni nei rispettivi campionati. Non accadeva dal 2020 che le due finaliste fossero entrambe le vincenti dei rispettivi campionati. Numeri impressionanti per le squadre in campo. Dei 22 iniziali ben 20 giocatori saranno al mondiale. Il miglior attacco contro la migliore difesa del torneo, 44 gol dei francesi contro i soli 6 gol subiti dagli inglesi. Tutti gli ingredienti giusti per vedere una partita già tatticamente prevista, ovvero il PSG a fare il suo gioco, cercare di imporlo con il suo possesso palla fatto di tanti passaggi orizzontali per far muovere velocemente palla e posizioni per poi accelerare improvvisamente con dei tagli verticali verso le punte, un trio che ha poco del 9 effettivo ma sanno muoversi e hanno capacità realizzative come se lo fossero realmente. Contro una difesa decisamente organizzata e un centrocampo pronto a battagliare per far ripartire immediatamente l’azione con passaggi verticali veloci pronti a colpire gli spazi lasciati dal PSG.


Ed è proprio così che inizia la partita, tutto come previsto tatticamente, ed al 6’ un break dell’Arsenal ed un rimpallo fortunoso aprono una prateria per Havertz, che si fa dal centrocampo fino alla porta da solo, senza un avversario che lo contrasti o che lo possa chiudere, e arrivato di fronte Safonov, leggermente defilato sulla sinistra lo buca facendogli passare la palla sopra la testa, unico passaggio possibile poiché il portiere russo aveva coperto benissimo il suo palo. Solito atteggiamento del PSG che gioca corto ma decisamente alto, e quindi l’esporsi a tali azioni è un rischio che accettano, ma in una finale diventa molto pericoloso. Ed infatti alla prima occasione l’Arsenal passa, e la partita si mette decisamente sui binari preferiti degli inglesi.


E così è stato, la tattica studiata a Arteta funziona, blocco basso, copertura degli spazi, e densità, quindi agli uomini di Luis Enrique non riesce il solito gioco, non riescono i passaggi corti e stretti nei pressi dell’area di rigore, ed essendo stata tolta la profondità, anche il trio davanti parigino, non riesce a scambiare né trovare spazio per le sue giocate. E così il primo tempo finisce assolutamente senza ulteriori occasioni. L’unico brivido è un doppio fallo di mano in area di Saka che, completamente scoordinato, liscia la palla e la colpisce due volte con le braccia: intervento ritenuto congruo da parte dell’arbitro e del VAR. Alla Puskás Arena, i falli di mano in una finale creano sempre polemiche. Il PSG ci prova e l’Arsenal chiuso nel suo blocco basso, a cercare di evitare di prenderle. Forse anche un po’ troppo guardingo. Perché è vero che il blocco basso di squadra aiuta tatticamente alla fase difensiva, ma toglie tanto in fase offensiva, perché si è troppo lontani dalla porta avversaria e la fase di ripartenza e sempre molto lenta se il tuo obiettivo è solo non prenderle. Di fatto, l’Arsenal non tira più in porta per tutto il primo tempo.


Nel secondo tempo ci si aspetta qualcosa in più o di diverso tatticamente dal PSG per cercare di scardinare il muro eretto dall’Arsenal, ma non è così. Il copione della gara però non cambia. E le azioni non si creano, occasioni non ci sono fino al 64’ quando riesce lo scambio veloce Dembele – Kvaratskhelia e a Mosquera non resta che fermare con il fallo il georgiano. Calcio di rigore netto, stavolta fischiato dall’arbitro tedesco Siebert. Dembele calcia perfettamente con il classico pallone da una parte e portiere dall’altra. 1-1 quindi e risultato in equilibrio. Una parità che non si spezza più. L’Arsenal inizia a capire che non può aspettare troppo ora che non è più in vantaggio, e cambia tatticamente facendo entrare i suoi giocatori più offensivi come Gyokeres, Eze, Madueke, ma non cambia molto. Luis Enrique pur non avendo la stessa qualità e quantità in panchina che ha il suo collega, comunque non rinuncia a giocare ma sicuramente non attacca più con la stessa intensità.


La partita scorre lenta, intensa per via della posta in palio, combattuta, ma priva di occasioni da gol reali. I portieri non fanno parate e così si passa dalla fine dei 90 minuti regolamentari ai supplementari tutti giocati sui nervi e sulla tensione, ma decisamente senza creare reali pericoli agli avversari. Inevitabile quindi l’arrivo ai calci di rigore. Che si calciano sotto la curva del PSG. CI sono prima gli errori di Eze che tira fuori malamente e poi di Nuno Mendes che invece se lo fa parare da Raya. Gli altri segnano tutti. Tranne come detto Gabriel, che deve calciare il 5° rigore per l’Arsenal, dopo che Beraldo aveva già segnato per il PSG. Pallone pesante come un macigno nei piedi del difensore brasiliano che calcia alto. E la festa a Parigi può così cominciare.


Il PSG alza la coppa evitando che si faccia en plein inglese. L’Arsenal continua con il suo incubo. Non riesce a vincere la coppa dalle grandi orecchie. Ma sicuramente ci proverà anche il prossimo anno. La squadra, l’allenatore e la società ci sono e sono pronte ad investire ulteriormente i lauti proventi televisivi della Premier. Sarà la volta buona? Che la prossima Champions League 2026/2027 possa iniziare, quindi.



Champions League - Finale

PSG - Arsenal: 1-1 (4-3 dcr)