Napoli-New York, Catania: "È la nostra storia"

Le Notti di Cinema a Villa Bonelli continuano a portare sul grande schermo non solo film, ma anche i volti che il cinema italiano lo hanno vissuto e raccontato per decenni. Prima della proiezione di “Napoli-New York”, abbiamo avuto il piacere di incontrare un attore capace di attraversare generi, epoche e registi, diventando uno dei caratteristi più apprezzati del nostro cinema: Antonio Catania.
Quanto è importante raccontare storie del genere, visto che il cinema spesso ci parla di viaggi, odissee personali e non solo?
È la nostra storia questa, e bisogna ricordarsela. Noi, come italiani, abbiamo fatto dei viaggi della speranza, abbiamo fatto dei viaggi verso l'America, l'Australia, a cercare fortuna, qualcuno ci è riuscito, qualcuno no. E quindi siamo stati accolti male, siamo stati accolti bene, abbiamo veramente sofferto dopo la guerra. Quella è la nostra storia, in un certo senso, e dobbiamo farci i conti, visto che ora siamo dall'altra parte. Dobbiamo ricordare che sì, va bene, ok, i clandestini, i criminali, tutto quello che vuoi, certo... bisogna stare attenti alle persone.
A noi ci chiamavano Guapp quando arrivavamo in America, perché molti lo erano effettivamente. C'è chi si fa strada col crimine, certo, però bisogna ricordarsi che ci sono anche molte persone disperate che possiamo benissimo accogliere, che hanno tutta la voglia di lavorare, di fare, di costruire qualcosa per la propria famiglia. Quello dobbiamo distinguere e dobbiamo avere un po' di attenzione in più.
Quanto è importante riscoprire il cinema che parla di persone comuni, di strada, come vediamo nel film?
Sì, è importante, ma io da quel punto di vista sono fiducioso perché quando si dice 'Italiani brava gente', è vero. Perché comunque alla fine, sai, quando sei dietro una tastiera sui social, diventi cattivo, aggredisci, attacchi, però poi quando incontri le persone, quando ci trovi a tu per tu, viene fuori quest'animo che abbiamo noi. Noi siamo un paese mediterraneo, siamo un paese che tutto sommato si ricorda del passato. Quindi io credo nella bontà e nella solidarietà umana".