Baglioni torna a casa e Roma abbraccia il suo ritorno

Stefano Faina
Spettacolo
22/07/2026

Ci sono palchi che sono semplicemente luoghi in cui si canta. E poi ci sono quelli che raccontano una vita. Claudio Baglioni ha scelto proprio questi ultimi per il suo ritorno. Dopo la polmonite che lo aveva colpito nei mesi scorsi, costringendolo ad annullare l’intero tour estivo e a fermare improvvisamente un cammino che sembrava inarrestabile, il cantautore romano ha annunciato oggi due concerti destinati a diventare molto più di due semplici appuntamenti dal vivo.


Il 24 ottobre 2026 tornerà sul palco a Piazza di Siena. Un anno dopo, il 23 ottobre 2027, sarà la volta dei Fori Imperiali. Due date raccolte sotto il titolo “Che notte è questa!”, che apriranno e chiuderanno un tour di cinquanta concerti in tutta Italia, ma che soprattutto sembrano raccontare un ritorno alla musica, alla propria città e alla propria storia.


Quello di Piazza di Siena sarà il concerto più atteso. Non soltanto perché inaugurerà il nuovo tour, ma perché segnerà il ritorno sulle scene dopo mesi difficili. La polmonite lo aveva costretto a uno stop doloroso, imponendogli di rinunciare all’abbraccio del suo pubblico proprio alla vigilia dell’estate. Per un artista che da oltre mezzo secolo vive il palco come la propria casa, il silenzio è stato forse la prova più difficile. Adesso quel silenzio lascia finalmente spazio alle canzoni.


E non è un caso che tutto ricominci proprio da Piazza di Siena. Qui, nel 1982, Baglioni scrisse una delle pagine più straordinarie della musica italiana. Centinaia di migliaia di persone trasformarono Villa Borghese in un’immensa platea a cielo aperto, dando vita a una serata entrata nella memoria collettiva e consegnata alla storia anche grazie all’album Alé-oó. Lo stesso luogo lo accolse nuovamente nel 2009, confermando un legame che il tempo non ha mai scalfito.


Anche la scelta dei Fori Imperiali ha il sapore del destino. Nel 1996 e poi nel 2010 Baglioni aveva già regalato a Roma due concerti indimenticabili, trasformando il cuore della città eterna in uno scenario sospeso tra musica e storia. Cantare davanti al Colosseo non è mai soltanto uno spettacolo: è un dialogo con la propria città, con il proprio passato e con un pubblico che, da generazioni, accompagna ogni canzone come fosse parte della propria vita.


C’è qualcosa di profondamente simbolico in questo ritorno. Dopo la fragilità imposta dalla malattia, Baglioni sceglie di ripartire dai luoghi che più di ogni altro custodiscono la memoria del suo percorso artistico. Come se, prima di guardare avanti, avesse sentito il bisogno di tornare là dove alcune delle emozioni più intense della sua carriera hanno preso forma.


Ma queste due serate avranno anche il sapore della celebrazione. Arrivano infatti all’indomani del quarantesimo anniversario de La vita è adesso, l’album che più di ogni altro ha segnato la storia della musica italiana, diventando un fenomeno generazionale e il disco più venduto di sempre nel nostro Paese. Tornare a cantare a Roma, nei luoghi simbolo della sua carriera, significa allora riannodare il filo di una storia che attraversa decenni, emozioni e milioni di vite.


Perché alcune canzoni non appartengono soltanto a chi le ha scritte: diventano la colonna sonora di un’intera generazione. E forse è proprio questo il significato più profondo di questi due concerti. Non soltanto il ritorno di Claudio Baglioni sul palco, ma l’abbraccio tra un artista, la sua città e un pubblico che, da quarant’anni, continua a ritrovare nelle sue canzoni un pezzo della propria vita.