Ritardi treni, Paita risponde a Salvini: "Numeri sbagliati"

Lorenzo Villanetti
Politica
27/07/2026

La senatrice di Italia Viva, Raffaella Paita, è intervenuta ai microfoni di Radio Roma Sound, nel corso de Gli Inascoltabili, per rispondere alle dichiarazioni di Matteo Salvini, rilasciate lo scorso venerdì alla nostra emittente. Oggetto della querelle a distanza, i numeri sui ritardi dei treni, che a detta del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, nonché vicepremier, sarebbero di meno rispetto agli anni del governo Renzi.


Paita (IV) risponde a Salvini


"Possiamo parlare di vero e proprio dobbing - o gioco delle tre carte, a dir si voglia", esordisce Paita. "Salvini computa i ritardi sui treni diversamente rispetto a come li computava il governo Renzi, che rendeva evidente quando un treno arrivava in ritardo già dopo 15 minuti. Salvini invece lo conteggia a 60 minuti, capite che c'è una piccola differenza? D'altro canto, nonostante i suoi tentativi e sforzi creativi, se le persone vanno in stazione si rendono conto che costantemente il tabellone porta ritardi costanti. Ora, al netto di episodi straordinari, sabotatori, attentatori, non è che tutti i giorni ci siano queste situazioni. Quindi, al netto di ciò, c'è un costante situazione di ritardi ed emergenza dovuta al fatto che la nostra linea ferroviaria ha dei problemi. Poi, c'è un congestionamento che avrebbe necessità di una diversa strategia del traffico ferroviario. Roma è un imbuto, per esempio. Se noi volessimo utilizzare al meglio le stazioni di Tiburtina e Termini si potrebbe differenziare il traffico regionale da quello veloce. Il problema è che ci vorrebbe un pensiero lungo, cosa che Salvini non ha dimostrato di avere. Anche perché il suo interesse per le infrastrutture è residuale. Lui passa le giornate a commentare altro, e ultimamente le passa candidarsi pure come ministro degli Interni. Quindi tutti i cittadini italiani, vittime dei ritardi che lui calcola diversamente, sarebbero felici di vederlo agli Interni. La sicurezza del Paese ne beneficerebbe un po' meno, ma questa è la situazione".


Gli ammodernamenti dichiarati da Salvini tecnicamente quanto tempo richiederebbero?


"Quello a cui Salvini allude è l'intervento grazie al PNRR che si chiama ERTRs, un sistema di maggiore sicurezza della rete ferroviaria. È chiaro che sono necessari interventi per renderla più sicura. Senza Pnrr, voluto e ottenuto da Draghi, lui non avrebbe avuto a disposizione una somma ingente di denaro. Però bisogna dire due cose: non solo che non è merito suo, perché i soldi sono stati messi da governi di cui facevamo parte noi. Ma poi che lui è in forte ritardo per la realizzazione di questi interventi, che scadrebbero nel 2026, e già siamo ovviamente nel 2026. Per esempio, in questa settimana, c'è un'interruzione della linea sul lato Firenze. Questo significa che tutta l'alta velocità è compromessa. E lui ha interrotto la linea ferroviaria durante tutta l'estate a settimane alterne perché è in ritardo su questi lavori. Quindi non solo ha avuto soldi da altri governi, ma è stato così incapace nella messa a terra di questi interventi che per cercare di accelerarli ha creato disagi a turisti o a chi si sposta per motivi di salute. La rete ferroviaria, infatti, va ricordato che serve anche a chi lavora, a chi studia, non solo ai turisti. E lui l'ha interrotta molti giorni durante il periodo estivo per la sua incapacità di lavorare con efficace rapidità. Che dire, complimenti. Per lui è un problema di percezione, per noi è un problema reale.


"Scollamento dalla realtà e arroganza"


Inoltre, sui numeri, Salvini dà il peso di uno scollamento dalla realtà e di arroganza. Loro si sono offesi quando abbiamo lanciato la nostra campagna 'Qvando c'era lei', tra l'altro anche simpatica. Si sono offesi, hanno addirittura cacciato l'amministratore delegato di Ferrovie, Donnarumma, l'unico che ha pagato. È chiaro che la responsabilità di un disastro simile non è di singoli ma dell'azione politica che c'è dietro. Purtroppo questo è un governo che non si sa assumete le responsabilità e che quando ci sono dei problemi o dà la colpa a dei singoli, che hanno nominato loro, o indica un problema di percezione. Dovevano essere quelli vicini alla gente e si stanno dimostrando di essere un piedistallo.


"Possiamo mandarli a casa"


Io non so come e quanto lui (Salvini, ndr) stia in ufficio. Sicuramente da lì fa diversi collegamenti: per candidarsi agli Interni, per collegarsi sui fatti di di cronaca. Poi, i fatti sono talmente evidenti che non bisogna dire nient'altro sulla sua incapacità. La sinistra ha i suoi limiti e c'è ancora molto lavoro da fare, quindi non voglio nemmeno sminuire le difficoltà, però posso dire che questa destra ha aumentato le tasse, il debito pubblico, portato il costo della benzina e del gasolio a livelli astronomici… di sicuro non può essere considerata vicino alla persone più deboli. E la possibilità di vedere loro rivincere le elezioni, magari con Meloni e Vannacci insieme, fa venire i brividi. Quindi è bene che la sinistra si organizzi, che cerchi di essere all'altezza della sfida. Io penso che lo sarà se persone come Renzi o formazioni politiche come quella centrista riformista saranno coinvolte - e ci sono esempi concreti nel territorio italiano dove si vince, come a Genova. In altre parole, quindi, ci dobbiamo dare da fare ma credo che ci siano buone possibilità di mandarli a casa".