Remigrazione e Riconquista: il corteo del 13 giugno

Si avvicina il corteo del 13 giugno promosso dal movimento “Remigrazione e Riconquista”. Ai nostri microfoni è intervenuto Luca Marsella, portavoce di Casapound, che ha illustrato gli obiettivi della manifestazione e i contenuti della proposta di legge sulla remigrazione. Tra i temi affrontati ci sono stati la raccolta firme, il confronto politico sul fenomeno migratorio e le aspettative degli organizzatori in vista dell'appuntamento previsto nei prossimi giorni.
La manifestazione del 13 giugno
Marsella ha spiegato che il corteo nasce con l'obiettivo di sostenere la proposta di legge già depositata grazie alla raccolta firme.
“L’intento è quello di dare forza alla proposta di legge sulla remigrazione, che ha raccolto il triplo delle firme necessarie per essere depositata in Parlamento.
La manifestazione sarà serena, nonostante il clima che si sta creando da parte di giornali e istituzioni di sinistra. L’unica bandiera ammessa sarà il tricolore italiano, l’unica bandiera rivoluzionaria che ci deve rappresentare. Il tema sarà chiaramente la remigrazione, un termine che siamo contenti sia entrato nel dibattito politico, ma a noi interessa soprattutto che diventi realtà.
Dopo la manifestazione torneremo in Parlamento. Entreremo per forza, perché abbiamo tutto il diritto di entrare”.
Le polemiche e l'appello alla partecipazione
Il portavoce di Casapound ha poi commentato le critiche ricevute nelle ultime settimane, ribadendo il carattere autorizzato dell'iniziativa.
“La nostra è una manifestazione autorizzata e nei prossimi giorni renderemo pubblica anche la piazza in cui si svolgerà. Luca Blasi è un assessore ma, fondamentalmente, è un militante dei centri sociali che sta cercando di impedirci di esprimere le nostre idee. Questo però non avverrà.
Il nostro appello è rivolto a tutti, anche a parlamentari e consiglieri comunali, a prescindere dall'appartenenza politica. Spero che questo segnale forte arrivi al governo e che venga preso in considerazione”.
La proposta sulla remigrazione
Entrando nel merito della proposta di legge, Marsella ha sostenuto che il progetto non prevede deportazioni ma un'applicazione più rigorosa delle norme esistenti in materia di immigrazione.
“La remigrazione, per quanto ci riguarda, l’abbiamo messa nero su bianco e purtroppo chi la critica spesso non l’ha nemmeno letta. Noi non vogliamo deportazioni, vogliamo rafforzare le leggi che già esistono per gli immigrati irregolari.
Ovviamente non può accadere tutto in un giorno. È un progetto di lungo periodo che però va iniziato subito perché, se non invertiamo la rotta, il popolo italiano svanirà. Quello che è in atto, secondo noi, è una sostituzione dei popoli europei.
O si cambia direzione adesso oppure non ci sarà un futuro per il nostro popolo. Serve una proposta forte e radicale. Stupri e violenze sono all’ordine del giorno, il degrado ha superato ogni limite e questo è un tema che riguarda tutta l’Europa.
Secondo noi è necessario dare una risposta anche nelle piazze, come faremo il 13 giugno”.
Immigrazione e lavoro
Marsella ha inoltre collegato il fenomeno migratorio alle dinamiche del mercato del lavoro, criticando quello che definisce un sistema di sfruttamento della manodopera.
“Nella prima parte della proposta di legge ce la prendiamo proprio con chi sfrutta l’immigrazione. L’immigrazione incontrollata non è una risorsa per il popolo italiano, forse lo è per Confindustria.
Noi vogliamo fermare questo business e riconosciamo che le responsabilità siano anche di alcuni imprenditori italiani. Non è vero che gli immigrati servono perché altrimenti chi raccoglierebbe i pomodori a tre euro l’ora. A quelle condizioni non dovrebbero andarci neanche gli italiani.
La Costituzione va fatta valere anche su questo tema, mentre la sinistra ormai non parla più di lavoro e concentra la propria attenzione soltanto sull’immigrazione o sui diritti civili”.
Infine, il portavoce di Casapound ha espresso fiducia nella partecipazione all'iniziativa.
“Ci aspettiamo una grande affluenza il 13 giugno e speriamo che questo dia ulteriore forza alla nostra proposta di legge. Noi non vogliamo candidarci alle elezioni, vogliamo soltanto che la remigrazione venga attuata”.