Omicidio Pierina Paganelli, assolto Louis Dassilva

Romina Caprera
Cronaca
10/06/2026

Dopo oltre 16 ore di camera di consiglio, la Corte d'Assise di Rimini ha assolto Louis Dassilva dall'accusa di aver ucciso Pierina Paganelli. Il 35enne, finito al centro di uno dei casi di cronaca più seguiti degli ultimi mesi, è stato dichiarato estraneo ai fatti con la formula "per non aver commesso il fatto".  

Ai nostri microfoni è intervenuta Serena Gasperini, avvocato penalista dello studio Gasperini-Fabrizi, che ha commentato la sentenza soffermandosi sul lavoro della difesa e sul ruolo della magistratura. 


“Una sentenza che restituisce fiducia nella giustizia”

“Sono molto contenta di questa sentenza e faccio i complimenti ai colleghi che hanno difeso Louis Dassilva, perché è stato un processo terribile, un processo mediatico nel quale si sono inserite questioni che avevano poco a che fare con il diritto. Ho visto molto sciacallaggio nei confronti dell’imputato.

Sono contenta perché questa decisione restituisce fiducia nella giustizia. Per noi penalisti significa avere fiducia in giudici che restano lontani dai sentimenti di pancia e che decidono sulla base degli elementi processuali.

Non c’erano elementi che potessero portare alla condanna di Dassilva. La giustizia è una cosa seria e, per quanto riguarda il mio profilo professionale, questa è una bella giornata. Questa sentenza mi restituisce anche un po’ di ottimismo, perché negli ultimi anni, leggendo alcune decisioni, ero diventata piuttosto pessimista”.


“Zero prove, zero pena”

L’avvocato ha poi sottolineato come la richiesta dell’accusa fosse coerente con l’impostazione accusatoria, ma che la mancanza di prove sufficienti imponesse necessariamente l’assoluzione.

“Non è tanto una questione di forbice della pena. L’accusa ha chiesto l’ergastolo perché è la sanzione prevista per un omicidio aggravato. Secondo l’impostazione accusatoria esistevano elementi ritenuti sufficienti a sostenere quella richiesta.

Il punto però è un altro: è giusto che la pena sia zero, perché il principio fondamentale è semplice: zero prove, zero pena. O l’accusa dimostra oltre ogni ragionevole dubbio che l’imputato ha commesso il reato, oppure l’imputato deve essere assolto. Qualcuno ha ucciso Pierina Paganelli, ma non è stato Louis Dassilva.

Dassilva è stato visto nel garage, questo è vero. Ma poteva trovarsi lì per un’altra ragione? Esiste una spiegazione alternativa? Se la risposta è sì, allora quell’elemento resta un indizio e non diventa una prova. E in quel caso l’imputato deve essere assolto.

L’accusa può avere degli elementi a disposizione, ma questi devono resistere al contraddittorio processuale. Se non resistono, significa che non sono idonei a sostenere una condanna”.


“Troppe vite rovinate da decisioni superficiali”

Secondo Gasperini, il caso Paganelli evidenzia ancora una volta il rischio di attribuire responsabilità senza un adeguato approfondimento probatorio.

“In carcere ci sono moltissimi innocenti perché spesso le decisioni non vengono prese in maniera sufficientemente approfondita. Troppo spesso degli indizi finiscono per essere considerati come prove.

Non credo che il sistema stia cambiando radicalmente, ma spero che questo trend possa proseguire e che i magistrati continuino a mantenere questo livello di attenzione.

È possibile anche che questa vicenda si chiuda senza un colpevole individuato. Non tutti i casi giudiziari arrivano necessariamente a una condanna.

Il mostro dentro lo abbiamo tutti. Poi esistono circostanze fortunate che ti salvano. Altre volte, invece, la vita prende una piega molto più complicata”.


Il parallelo con il caso Garlasco

Nel corso dell’intervista Gasperini ha commentato anche gli ultimi sviluppi legati al delitto di Garlasco e alla posizione di Andrea Sempio.

“Ormai credo che Andrea Sempio andrà a giudizio e che l’udienza preliminare si celebrerà. Anche in quel caso mi auguro che il giudice possa chiudere il procedimento e che Sepmio venga prosciolto.

Alberto Stasi, invece, ha ormai quasi terminato di scontare la sua pena e presto tornerà a essere un uomo libero.

Oggi abbiamo un soggetto che sta per affrontare un processo e un altro che è stato definitivamente riconosciuto colpevole”.