Marco Perissa: "Ripartire dalla città reale di Roma"

Ospite nei nostri studi, Marco Perissa, esponente di Fratelli d'Italia e consigliere dell'Assemblea Capitolina, ha affrontato alcuni dei temi più discussi del dibattito politico romano e nazionale. Dalla leadership di Giorgia Meloni alla situazione delle periferie, passando per sicurezza, fiscalità e rapporto tra cittadini e istituzioni, Perissa ha esposto la sua visione sul futuro della Capitale e sul ruolo del centrodestra.
La politica del fare e il cambiamento iniziato nel 2022
"Per quello che vale sono orgoglioso del nuovo modello politico che è stato introdotto con la presidenza di Giorgia Meloni, credo che la sua vittoria definisca uno spartiacque con una politica fatta di buon senso e cose reali. Cerchiamo di non farci tirare per la giacchetta dal dibattito politico, e contrapporre al dibattito sul centro storico il dibattito sulla città reale.
La città reale vive di case popolari in stato di abbandono, ore in mezzo al traffico, tasse che ti mettono in difficoltà. Non credo che la sinistra romana sia più sinistra, se guardi quartieri come San Lorenzo che sono di sinistra sono profondamente delusi. Questo nostro modo di fare ci sta trasformando come interlocutori inattesi per alcuni, soprattutto per certi temi o certi quartieri che si aspettavano una risposta da Gualtieri.
Noi prendiamo il 22,8% nel settembre del 2022, a quattro anni di distanza da quella data i sondaggi danno il partito sul 29%, certo i sondaggi vanno confermati ma sono sintomatici di un trend. Credo che la politica del fare abbia premiato su scala nazionale, l’emorragia dei voti sulla politica del fare ce l’hai se sbagli su quello che fai.
Tutti si aspettavano il crollo del centrodestra dopo il risultato del referendum ma non mi pare ci sia stato. Quello che ha premiato è stato che tu hai comunque dato un segnale, anche se non sei riuscito a portare avanti quel cambiamento hai preso una posizione sulla giustizia, poi il popolo ha dato la sua decisione ma quei 12 milioni e mezzo di sì hanno dato una risposta.
La politica del fare di Gualtieri sta portando la città in una direzione che non convince i cittadini. Ormai a Roma credo che il dibattito si sia spostato dall’asse destra contro sinistra all'asse comuni cittadini-cricca di potere. Slegati totalmente dalla realtà delle persone comuni. Questa orizzontalità del malcontento mette insieme cittadini di centro, destra, di estrema sinistra".
Roma, tasse e debito: il confronto con il Campidoglio
"Da dove nasce l'addizionale comunale Irpef alta? Nasce dal 2012 quando il Comune di Roma entra in accordo con il Ministero dell'Economia di allora in un piano di rientro del debito. Quel debito è stato rateizzato, per usare parole comprensibili, mancava però un miliardo.
Il Governo Meloni lo scorso anno ha stanziato questo miliardo a favore di Roma Capitale per permettere di uscire dal debito. Venuto meno questo debito viene meno questa addizionale dello 0,4 in più. Sarebbero 270 e più milioni di euro l’anno che rimarrebbero nelle tasche dei cittadini romani. Quelli sono 270 milioni di euro che rientrano nell'economia reale della città.
Il Comune deve toglierli, anche l'idea malsana di usare quei soldi per fare altro non è sostenibile. Se tu invece di saldare il mutuo decidi di comprare la carta per la fotocopiatrice devi riformare il processo organizzativo.
Si potrebbe anche dire: "Certo che se al Comune rientrano 270 milioni in meno il Comune va in difficoltà". Devo dire che io preferisco che vada in difficoltà il Comune piuttosto che un comune cittadino.
Al momento dell'annuncio del Governo Gualtieri aveva detto che se fossero rimasti dei soldi sarebbe stato fatto. Quella roba è illegittima, continuare a mettere le mani nelle tasche dei cittadini per un'addizionale che ha cessato di esistere è illegittimo.
A gennaio 2026 la Regione esce dal debito sanitario, a marzo inoltra la richiesta al Mef e al Ministero della Salute per ufficializzare l'uscita. Entro settembre i ministeri dovrebbero dare esito positivo perché il debito è stato sanato grazie ai 368 milioni di euro che l'amministrazione ha prodotto. Rocca ha già annunciato che andrà a ridurre l'addizionale regionale Irpef".
Periferie, case popolari e città reale
"Corviale è stato oggetto di una riqualificazione del Pnrr, ma lì nessuno ha pensato di spendere quei soldi sull’ammodernamento degli impianti energetici e idraulici. Tu hai quella facciata fuori riqualificata e poi ci sono gli allacci abusivi legati all'occupazione e quindi aumenta anche il tasso di pericolosità.
Ma anche gli interventi fatti a Via dell'Archeologia, con una signora che ha la muffa dentro casa. Sono stato un paio di settimane fa a Torre Maura per un sopralluogo: il terrazzo di una signora al settimo piano è stato reso inagibile e le è stato consigliato di non uscire sul balcone".
Sicurezza urbana e responsabilità amministrative
"La sicurezza è un tema nazionale, il Governo sta facendo tanto con le assunzioni della polizia, stanziamento di risorse. Anche per la destra la sicurezza si declina sotto due aspetti: la presa in carico del disagio ma anche quello della repressione in caso di reato commesso.
È vero che la sicurezza è di competenza nazionale? Certo. Che ruolo gioca l'amministrazione locale? Il sindaco è indicato come primo delegato di sicurezza urbana, inoltre presiede il Comitato di ordine pubblico e della sicurezza, quindi non è che il sindaco di Roma è un turista sul tema della sicurezza.
Io sono offeso da cittadino romano da un sindaco che quando si tratta di sicurezza sa dire solo che è colpa del Governo. È un tema di responsabilità. Un presidente di municipio in una città come Roma ha zero poteri, eppure un presidente come Nicola Franco si sente la responsabilità della qualità della vita dei suoi residenti e mette in croce tutti, dal prefetto al ministro dell'Interno.
Faccio l'esempio di Tor Cervara, quella è una piazza di spaccio e la droga arriva perché ce la mette la criminalità organizzata. Lì si spaccia e si consuma. Quel palazzo è di proprietà di una multinazionale con sede all’estero, ma il Campidoglio è responsabile di ciò che succede lì. Perché il Campidoglio non ha fatto un’azione nei confronti di quella società o perché non lo ha demolito? Dieci anni fa andava demolito.
Noi stiamo per presentare una delibera nei confronti di quel palazzo perché su quel palazzo si può intervenire.
Gualtieri dei problemi non parla, lui fa una narrazione di tutte le cose belle. Ostia va a rotoli ed è colpa di Zevi, le case popolari non funzionano ed è colpa di Trombetti. Fossi nella sua maggioranza chiederei al sindaco di metterci la faccia".
Il rapporto tra cittadini e politica
"Per me il responsabile è estremamente chiaro, è Gualtieri. Quando uno poi si chiede perché c’è un alto tasso di astensionismo, è perché abbiamo fatto tutta una serie di cose nel corso degli anni che hanno indebolito la credibilità della politica.
Credo che non ci sia nulla di male nel cittadino che crede al politico ma credo sia gravissimo quando il politico mente sapendo di mentire. Abbiamo fior fiore di esponenti di Fratelli d'Italia costretti ad andare in tv con i grafici perché il cittadino non sa più a chi chiedere.
Io credo che questo nuovo inizio di fare politica parta nel settembre del 2022, la presidente Meloni ha portato diverse novità, e questo è quello che notano tutti. Io ho notato un cambio del paradigma antropologico, lei vince perché rappresenta un nuovo modo di fare politica, determinata e coerente. Lo pensa e lo fa.
È anche coraggiosa perché quello che ha fatto in Europa sull'immigrazione poi darà un beneficio. Credo che lei stia generando nel mondo politico anche dei meccanismi emulativi. Sull'elemento della sinistra porta una reazione analoga, e quindi emergono anche dei politici di sinistra che dicono no ed entrano nel merito, studiano. Se studi le cose di cui ti occupi non ci sono alchimie, ci sono risposte.
Tutta Italia sa che Giorgia Meloni si prende le sue responsabilità e ci mette la faccia, credo che a Roma dovremmo fare la stessa cosa e iniziare a fare nomi e cognomi".