L'assessore generato da un computer si chiama Eva

Massimo Montegiove
Cronaca
11/06/2026


Ad Acqui Terme sta per succedere qualcosa che fino a qualche anno fa sembrava fantascienza. Tra i prossimi assessori del Comune, infatti, ci sarà anche Eva Statiella. Il punto è che Eva non è una persona vera: è un’intelligenza artificiale creata al computer e avrà il compito di rappresentare un nuovo modo di vedere l’amministrazione pubblica.


L’idea è stata lanciata dal sindaco Danilo Rapetti, che vuole trasformare la città piemontese in una sorta di laboratorio per sperimentare come l’AI potrà essere utilizzata in futuro nelle istituzioni. L’obiettivo non è quello di sostituire le persone, ma di capire fino a che punto queste tecnologie possano diventare un aiuto concreto nella gestione del lavoro quotidiano.


Secondo il progetto, Eva Statiella riceverà le deleghe all’Intelligenza artificiale, alla Transizione digitale e all’Umanizzazione. Quest’ultima può sembrare una parola strana accanto all’intelligenza artificiale, ma l’idea è proprio quella di trovare un equilibrio tra innovazione e rapporto con le persone, senza perdere di vista il lato umano.


Il sindaco ha parlato anche di un altro concetto, quello del cosiddetto “Comune agentico”. In pratica, immagina degli uffici dove alcune attività burocratiche vengono svolte direttamente dall’intelligenza artificiale. Tutte quelle operazioni ripetitive che ogni giorno fanno perdere ore ai dipendenti potrebbero essere automatizzate, lasciando agli impiegati il tempo di concentrarsi su quello che conta davvero.


Le pratiche di urbanistica, alcune procedure della Polizia Locale, l’anagrafe e lo stato civile sono solo alcuni degli ambiti in cui l’AI potrebbe dare una mano. Non significa che sarà lei a prendere decisioni da sola, ma che potrà velocizzare controlli, compilazioni e attività di back office che spesso rallentano il lavoro degli uffici.


Rapetti ci tiene però a chiarire un punto che molti potrebbero chiedersi: nessuno perderà il posto. L’idea, infatti, non è ridurre il personale, ma cambiare il modo di lavorare. Se una macchina può occuparsi delle operazioni più meccaniche, allora i dipendenti avranno più tempo per seguire i cittadini, approfondire le pratiche più delicate, formarsi e affrontare situazioni che richiedono esperienza e sensibilità.


È un progetto che sicuramente farà discutere. Da una parte c’è chi vede nell’intelligenza artificiale una grande opportunità per rendere la pubblica amministrazione più efficiente e moderna. Dall’altra ci sono anche dubbi e perplessità, soprattutto sul fatto che una tecnologia possa entrare così tanto nella gestione della cosa pubblica.


Di certo Acqui Terme sarà una delle prime città italiane a provare questa strada. E anche se per ora Eva Statiella resta soprattutto un simbolo, il messaggio è chiaro: il futuro dell’intelligenza artificiale non riguarda più solo aziende o università, ma potrebbe presto entrare anche negli uffici comunali e diventare parte della vita di tutti i giorni. Sarà interessante vedere se questo esperimento funzionerà davvero e se altre città decideranno di seguire lo stesso esempio.