Braccianti morti, Luciani: "Troppe cose da chiarire"

A tre giorni dalla morte dei quattro braccianti rimasti uccisi nell’incendio di un’auto in Calabria, restano ancora molti punti da chiarire. Ai nostri microfoni è intervenuta Luigia Luciani, giornalista che ha seguito da vicino la vicenda, per approfondire quanto accaduto, le indagini in corso e le possibili ipotesi di caporalato.
Le condizioni di vita
“Queste persone erano arrivate tutte insieme circa quaranta giorni fa. Si facevano conoscere poco dalla comunità e dormivano nella parte superiore della casa, senza nessun letto. Vivevano insieme e lavoravano insieme. Non è detto che gli indagati fossero i loro caporali: è possibile che li accompagnassero e che dessero loro vitto e alloggio. Ci sono tante questioni ancora da capire.
Il sistema dietro il lavoro nei campi
“Questa comunità di persone arriva in Italia, vive insieme e lavora insieme. Alla fine del mese deve dare una parte del guadagno alla famiglia o alle persone che la ospitano. Il tema del caporalato crea scalpore ogni volta che c’è la cronaca di un evento drammatico. Abbiamo tentato di capire cosa fanno queste persone quando si svegliano la mattina. Alle quattro del mattino si vedono questi van sfrecciare: si fermano per fare colazione e poi vanno nei campi. La maggior parte arriva dal Bangladesh e dal Pakistan, perché nei campi c’è bisogno di manodopera.
Il sistema che c’è dietro è complesso: si investiga, certo, ma c’è un punto in cui oltre non si va”.
Le promesse e lo sfruttamento
“Io ho parlato con questi ragazzi e ognuno porta con sé una storia eccezionale. Il problema è a monte e a valle: chi li fa arrivare con la promessa del permesso di soggiorno? Chi li fa arrivare pensando di prendere 1.500 o 1.600 euro, per poi ritrovarsi a prendere una miseria?.
Queste persone fanno sacrifici enormi per mandare i soldi nel loro Paese..”
La domanda sui controlli
“La cosa che mi ha colpito è che alcuni operai italiani mi hanno detto: in questi giorni qualcuno ha mai chiesto se ci siano mai stati controlli? Chi sono le persone dentro questi van? Chi porta queste persone?.
Non si vuole prendere la briga di portare la questione a compimento, perché vorrebbe dire prendere decisioni importanti sulle singole persone”.